655 Buona Befana

la salleSono passati 655 giorni dal nostro sbarco a Singapore e chiudo ufficialmente il mio diario. Non è un numero molto significativo con cui concludere una cosa, ma almeno oggi è la Befana, che qui a Singapore mi è proprio mancata; non esiste nemmeno la traduzione in Inglese. A parte questa mancanza ed il fatto che non sia riuscita a mangiare il pandoro, credo che ormai ci siamo completamente ambientati e la prova in alcuni segnali inequivocabili:

I miei bambini parlano italiano con congiuntivi estremamente fantasiosi, discutono in inglese e si insultano in cinese.
Guido disinvolta con la mia nuova patente, ma purtroppo mi sono già fatta conoscere dagli esperti del settore (carrozziere, assicurazione etc etc).
La tipica uscita di famiglia al ristorante è per mangiare dumplings, mentre i miei bambini credono ormai che la mia pizza sia un buon prodotto.
Sono al museo di arte di Singapore più volte alla settimana e non mi ricordo quando sono andata l’ultima volta a palazzo rosso.
Siamo abituati a vedere le scimmie al parco, formiche lunghe 5 centimetri e lucertole grandi come un coker.
Con grande soddisfazione il mio stato è passato da quello di casalinga a quello di studentessa, anche se ho seriamente il dubbio di essere più vecchia dell’insegnante.

Buona befana

 

 

 

337 Gillmann Barracks

 

gillmann barracksIn un complesso un po desolato, che una volta era occupato da una zona militare, il governo a incentivato l’apertura di un centro artistico dove hanno aperto una ventina di gallerie d’arte.

Durante la giornata c’è un’atmosfera da “mezzogiorno di fuoco”: il complesso è enorme, spoglio, le gallerie lontane una dall’altra e raggiungibili percorrendo stradone assolate. In lontananza vedi ogni tanto una figura vestita di nero con i tacchi che procede affannando, sotto il sole, da una galleria all’altra.

Il venerdi sera è decisamente, piu’ fresco, e le gallerie tengono aperto fino a tardi e suonano dal vivo nell’unico bar della zona.

Qui sopra l’artista Chun Kaifeng che spiega e descrive personalmente le sue opere.

 

326 Lion Dance

lion danceDurante le due settimane che seguono il chinese new year i festeggiamenti sono intesnsissimi.

Ovunque ti regalano mandarini in numero pari e i bambini ed i single ricevono buste rosse con dentro dei soldi.
Oltre che a queste pratiche cosi’ strane per noi, ovunque in città suonano e ballano la cosiddetta Lion dance. I miei figli, nonostante abbiano assistito ad almeno 10 Lion Dance, si spaventano tutte le volte.

 

324 Din Tai Fung

din tai fung

 

Presi dall’entusiasmo per i festeggiamenti, siamo andati a consumare il nostro pranzo domenicale al ristorante cinese. Non uno qualunque, “din tai fung” è una istituzione in Asia.    E’ una catena di Taiwan che si è diffusa in tutta l’Asia ed ad Hong Kong ha persino ricevuto una stella michelin.

La specialità sono questi dumplings.
Traduzione: ravioli dal ripieno insolito al nostro gusto, non conditi che s appiccicano se non li sommergi nella salsa di soya.

Detto cosi’ puo’ non sembrare entusiasmante ma a noi tutti piacciono moltissimo.

 

315 la ceramica

ceramica

Per capire meglio alcuni aspetti dell’arte contemporanea, gli organizzatori del corso ci hanno portato oggi in un centro di lavorazione artistica della ceramica, per un workshop pratico.
Mi sembrava di essere tornata all’asilo, quando mi facevano fare le ciotoline di DAS.

311 Shanghai 4

shanghai balloL’ultima mattinata prima della partenza l’abbiamo spesa facendo un giro in un parco. Succede di tutto nei parchi la domenica.

Qui sopra un gruppo folto di gente improvvisa una balera in mezzo al viale, piu’ in là un gruppo si cimenta nelle arti marziali e sui tavolini i piu’ anziani giocano a scacchi. E’ stato bellissimo.

 

309 Shanghai 2

biennale shanghaiIl momento non era quello buono.

I miei figli, che sembrava avessero appena finito una noiosa influenza gastrointestinale, non l’avevano finita. E questo non è il genere di disturbo che ci si augura d’avere in viaggio.
Per fortuna il viaggio non era casuale ed eravamo in città appoggiati in modo estremamente efficace dal nostro prezioso accompagnatore.
Il primo giorno l’abbiamo dedicato alla biennale di Shanghai.

A parte diverse opere estremamente belle e l’attenzione dei bambini alle opere che superava di gran lunga la mia, mi ricordero’ sempre quando , arrivati tramite le scale al secondo piano dell’edificio, un gruppo di custodi del museo in divisa si mette a ballare intorno a noi e a cantare in cinese. Il primo pensiero è stato che qualcuno dei miei bambini doveva aver fatto qualcosa di grave, per poi capire, dietro suggerimento, che si trattava di una performance.

 

307 Art Stage

art stageavalon

Ed ecco arrivare il giorno da tanto aspettato da tutti quelli della compagnia. L’inaugurazione di Art Stage. Per fortuna sono riuscita a procurarmi un biglietto “VIP” perchè altrimenti sarei stata l’unica a non averlo tra tutti quelli che conosco.

La fiera: bella, interessante, ricca, nuova … etc etc

Ma la cosa piu’ degna di nota è che la serata per i fortunati detentori del pass “VIP” si concludeva nella famosa discoteca super cult “Avalon”. Una specie di Iceberg di cristallo che si staglia in mezzo alla baia. Non voglio neanche cercare di ricordare quando era l’ultima volta che mi sono trovata in una discoteca perché mi verrebbe la depressione,
ma questa volta c’ero, nella discoteca piu’ trendy di Singapore a guardarmi intorno.