45 lo stress da trasloco

Gli psicologi sostengono che il trasloco sia una delle piu’ profonde cause di stress.

Ecco 5 situazioni che mi hanno portato ad autovalutarmi sotto stress da trasloco:

1) Dimenticarsi completamente che la famiglia ha bisogno di nutrirsi e bere, e trovarsi senza cibo e bevande al momento del pranzo.

2) Dimenticarsi di andare a prendere i bambini all’asilo.

3) Portare il bambino all’asilo vestito di tutto punto come capitano uncino, il giorno prima della festa mascherata.

4) Addormentarsi seduta sulla sedia con il computer sulle ginocchia.

5) Prendere nello stesso giorno 3 appuntamenti con tre diverse persone, alla stessa ora, per poi decidere di lasciar perdere tutto ed andare con l’asilo alla gita al parco botanico.

 

44 l’armadio

Finalmente ricollegata ad internet, ma non per questo tutto è andato a posto. La situazione libri è la stessa di due giorni fa e cosi anche molte altre cose. La casa sembra sia esplosa.

Per chi dovesse un giorno traslocare a singapore, potrebbe essere utile sapere che i traslocatori qui non hanno il permesso di utilizzare il trapano o montare mobili. Si limitano a portare in casa le scatole e rovesciarne il contenuto sul pavimento o sui ripiani della cucina.

Per i lavori importanti quindi viene chiamato l’esperto, che viaggia ad una tariffa oraria degna di un avvocato della city. Un signore a piedi nudi con un asciugamano sulla testa legato a turbante, che ha fissato per almeno mezz’ora senza parlare le ante del nostro armadio ikea , per poi dire “Very very difficult, it’s a big problem”.

Frase che avrei potuto dire io, ma non mi definisco “l’esperto” e non porto un turbante sulla testa. Dopo 5 ore non aveva ancora finito, le ante non si riescono ad aprire ed i cassetti scivolano via pericolosamente a colpire gli stinchi ogni volta che provi ad accedervi, ma lui ha deciso di andare a casa e non è piu’ tornato. Ho provato io da sola ma la cosa non è migliorata molto, cosi i nostri effetti rimangono sul pavimento per adesso.

La foto dell’armadio la ometto questa volta, la si puo’ trovare in un qualunque catalogo ikea con didascalie del tipo “come creare i tuoi spazi ed avverare i tuoi sogni” e cose simili.

 

 

40 il primo invito

Oggi siamo andati alla prima festa di compleanno di una compagna di asilo di Federico.

La festa consisteva in una lezione di cucina di 2 ore, in una struttura attrezzata all’interno di un centro commerciale, dove i piccoli chef hanno preparato delle bellissime cupcake da portare a casa.

 

39 le chiavi

Chiavi in mano, pronti per il trasloco lunedi! E’ stato molto emozionante vedere la casa vuota e fare ragionamenti e misurazioni per capire come sistemare le nostre cose.

Stasera abbiamo visto un film francese carino “Delicacy”, con Audry Tatou. Io ho riso.

 

36 ancora Andy Warhol

Oggi sono uscita solo per andare dal pediatra visto che la situzione sta tutt’altro che migliorando.

Percio’ mi diletto a ripensare alla bella mostra di ieri e vi propongo questa frase che la riassume in gran parte.

“I guess I’ve been influenced by everybody. But that’s good. That’s pop” (Andy Warhol)

35 Andy Warhol – 15 minutes eternal

 

Attualmente a Singapore è esposta , nella splendida struttura dell’art science museum, una grande retrospettiva di Andy Warhol “15 minutes eternal”, con l’intento, sembra di far conoscere la pop art ai facoltosi collezionisti asiatici. La mostra, ben fatta ed esauriente,  ripercorre la vita dell’artista e la sua carriera dall’infanzia fino alla sua ultima creazione, presentando una vastissima collezione di fotografie e opere diverse.

In questo momento di traslochi non potevo non soffermarmi su un’aspetto che fino ad adesso non conoscevo. Il metodo di Andy Warhol di fare gli scatoloni, definito da lui “Time capsule”. Lasciava aperto sulla scrivania un cartone che riempiva poco a poco con cio’ che per lui significava qualcosa in quel momento, un biglietto del treno piuttosto che uno schizzo od un ritaglio di giornale. Quando la scatola era piena, veniva chiusa ed identificata con data ed una breve descrizione del contenuto; ne ha fatto piu’ di 600. Beh, non è il metodo che ho utilizzato io per il viaggio oltreoceano, ma io stessa ho la mia scatola che chiamo la “macchina del tempo”, dove raccolgo i miei cimeli, probabilmente in modo un po’ piu’ selettivo.

“in the future, everyone will be world-famous for fifteen minutes.”

Per voi sarebbe davvero cosi’ importante essere famosi per 15 minuti?

 

34 il consolato italiano

Oggi siamo andati al consolato italiano. Appena entrati si respirava subito aria di casa, socializzavamo in coda con gli altri italiani e chiaccherando  prendevamo in giro e scherzavamo sulle nostre abitudini su quelle del paese ospitante e forse anche su qualcun’altro. Non posso dire che ci fosse l’organizzazione ed i mezzi che si trovano negli uffici pubblici qui a Singapore, ma un gentilissimo funzionario, che da solo affrontava coraggiosamente una coda di piu di 40 persone, si divideva tra uno sportello e l’altro, chiamando per nome di battesimo chi aveva i documenti pronti con un autentico italian english , e con una flessibilità e buon senso solo italiani.

In coda c’erano tantissimi filippini, in attesa di ottenere il permesso per andare in Italia, non saremo il paese piu’ organizzato ma sicuramente uno dei piu’ aperti.

 

33 terrazza con vista

Una delle principali letture ogni sera da quando siamo  Singapore è la guida, in cerca di attrazioni o ristoranti validi. Quando possiamo farci consigliare da un locale , non perdiamo l’occasione. Questa volta siamo stati portati al Fullerton Bay a prendere un aperitivo. Dalla terrazza si godeva di una vista spettacolare e l’ambiente era curatissimo.

32 quando piove al pomeriggio

Dopo una settimana con 3 bambini maschi, malati, costretti nello spazio ristretto del residence, il mio sistema nervoso era ormai stremato, forse ancor piu’ di quanto non sia stato debilitato il mio fisico dal mycoplasma. Oltre a tutto piove. Per fortuna Singapore offre moltissimo per l’intrattenimento dei bambini, quindi, dopo circa 3 ore di ricerche si internet, sono riuscita a trovare un’attività, della durata di 20 minuti, consona alla situazione.

I piccoli si dovevano cimentare nella decorazione di vetrini trasparenti.

Come possa interessare a qualcuno a me ancora sfugge, ma contro ogni aspettativa, i bambini erano entusiasti e hanno dovuto aspettare un bel po per poter iniziare, perchè diversi adulti non mollavano le seggioline.

31 il parrucchiere

Qui a Singapore si riconoscono le donne occidentali perchè, nessuna esclusa, ha un cespuglio al posto dei capelli a meno che non sia andata a farsi la piega da meno di 2 ore. Dopo un mese qui, era arrivato anche per me il tragico momento di  andare dal parrucchiere con urgenza. Scegliere il parrucchiere è difficilissimo , angosciante e le probabilità di riuscita sono quasi nulle. Nei diversi paesi in cui ho vissuto , non l’ho mai azzeccato una volta. Stavolta mi sono decisa per uno, solo perchè mi piacevano le sedie. Ed ha funzionato!

30 il colore delle pareti

Iniziano proponendoti un ventaglio di 2500 quadratini colorati e, mentre pensavo che avrei sempre desiderato avere una di quelle mazzette colorate a casa, ne scelgo 2 incrociando le dita. Adesso davanti alla scelta finale, come decidere se non facendo ambarabaciccicocco?

 

27 Mycoplasma

Un paio di settimane fa l’asilo dei piccini mi aveva avvisato con telefonate, ripetute e-mail, avvisi nella cartella e disperate raccomandazioni di persona, che si erano verificati casi di Mycoplasma nella scuola.

Io, con aria sufficiente, avevo un po ironizzato sull’allarmismo dimostrato e avevo mandato comunque i miei piccoli all’asilo , come soldati al fronte. D’altronde stare a casa con me tutto il giorno, con tutto quello che c’è da fare, non era una prospettiva tanto piu’ allegra.

Ovviamente adesso stanno malissimo. Nella foto le medicine che il dottore oggi ha prescritto ai piccoli. Dopo la terza somministrazione, mi sputavano in faccia gli sciroppi come se fossero dei lama.

Sono persa. Se c’è un medico fra Voi, per favore spiegazioni!